Quella in cui viviamo è una società dell’informazione globalmente interconnessa e caratterizzata dalla cosiddetta infodemia, ovvero, riportando la definizione restituita dal sito della Treccani, la “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”.

L’effetto principale di questa diffusione incontrollata e sempre più spesso instantanea di notizie che è tipica delle società tecnologiche post-industriali, è la proliferazione delle fake news, un fenomeno nato ben prima dell’avvento di Internet ma che oggi si è amplificato in termini di portata e capacità di propagazione.

Le informazioni che leggiamo sul web sono tutte vere?

L’entrata dirompente dei social media nella nostra quotidianità ha avuto un impatto fortissimo e decisivo nelle modalità di accesso all’informazione, favorendo purtroppo larghe sacche di disinformazione e cambiando radicalmente il concetto e il valore stesso della notizia.

I social media sono diventati oggi i nuovi mezzi di comunicazione di massa, ma anche i nuovi mezzi di informazione di massa: secondo l’analisi contenuta nel “Digital News Report 2019” elaborato dal Reuters Institute, il ruolo ricoperto dall’informazione online e parallelamente dai canali social è diventato centrale nella “dieta” informativa delle persone. Basti pensare che il 54% degli intervistati utilizza Facebook come fonte primaria di informazione.

Ma i social media sono solo una delle tante cause che hanno favorito l’estensione del fenomeno delle fake news che circolano in rete. La divulgazione massiccia di notizie false e disinformative, costruite con il solo scopo di inquinare l’opinione pubblica, è anche la diretta conseguenza di una generale sfiducia dei cittadini nei confronti dei mass media tradizionali e della mancanza di imparzialità del giornalismo, troppo spesso dipendente da interessi di natura politica e commerciale.

Come difendersi, allora, da questo bombardamento di notizie sempre più inaffidabili che dalle piattaforme social ai blog o ai giornali online, e dalla tv alla carta stampata ci travolgono ogni giorno dimenticando i principi basilari della corretta informazione?

Gli effetti nocivi della disinformazione

Il potere dell’informazione, come tutte le cose, ha due facce: il rovescio negativo della medaglia, in questo caso, ha a che fare con gli effetti nocivi provocati dalla circolazione di false notizie.

Ogni giorno, senza saperlo in maniera consapevole, veniamo costantemente influenzati nelle nostre opinioni, credenze e comportamenti dalle informazioni e le notizie divulgate dai mezzi di informazione (e non solo) online e offline. Questo condizionamento è sottile e fa leva sulla base delle paure e delle insicurezze sociali per alimentarsi e distorcere l’opinione pubblica, producendo una controinformazione percepita come veritiera perché confermata dai meccanismi di riprova sociale. 

Il potere dell’informazione degenera in disinformazione per ottenere una facile risposta di massa, ma divulgando mistificazioni anziché fatti: il risultato è una trappola cognitiva che riesce a convincere per via della sua presunta autenticità.

Per difendere la nostra percezione della realtà dal pericolo di essere raggirati, è necessario tornare parte attiva nella costruzione di un’informazione attendibile. Come? Allenando il nostro atteggiamento critico, imparando a confrontare e classificare le fonti attendibili, dubitando delle informazioni e delle notizie che ci vengono sottoposte.

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